Omeopatia musicale: pillole per attenuare il male dell'insensibilità culturale dilagante.
Curarsi con la musica senza necessariamente ricorrere al suono...

sabato, settembre 24, 2005

L'assassinio di Mozart

Ho accettato di introdurre questo libro-pamphlet di Giorgio Taboga, che non solo capovolge le conclusioni ufficiali sui veri motivi della morte di Mozart, peraltro numerose, fra loro alquanto contrastanti e continuamente rimesse in questione, ma muove un inesorabile affondo contro la superficialità delle ricerche storico musicologiche sugli intoccabili compositori del Settecento, per semplice rispetto della verità. Con questa parola non s'intende la certezza circa avvenimenti forse troppo lontani nel tempo per avere sufficienti probabilità di essere riportati nella giusta luce, bensì nel caso specifico di Giorgio Taboga, lo sforzo per sbarazzare il campo dalle inesattezze, per non dire (come lui dice) menzogne, accumulatesi attraverso ormai due secoli e "ingoiate" sovente tali quali, senza ombra di dubbio e senza accenno di verifica, da tutti i biografi mozartiani, con rare eccezioni.
Secondo l'autore di questo libro, che ha dedicato la vita alla riscoperta del musicista trevigiano Andrea Luchesi, intimamente coinvolto nelle vicende umane e artistiche di Mozart, Haydn e Beethoven, il compositore del Don Giovanni avrebbe reso l'anima proprio per una questione di corna. E in un contesto sanguinoso con risvolti granguignoleschi. Una storiaccia che parte da un episodio di cronaca nera riferito dai giornali del tempo e troppo sbrigativamente accantonato dagli agiografi di Mozart.
Aggredito a bastonate, per gelosia, dal marito di una delle sue allieve, torna a casa con il cranio fracassato, entra in coma e muore. Il giorno seguente l'assassino a sua volta si uccide non senza aver completato la vendetta sfigurando la moglie infedele a rasoiate. Per non intaccare la reputazione del genio, tutto viene messo a tacere, nessun referto medico, sepoltura alla svelta in luogo che rimane segreto, in modo da impedire anche in futuro una eventuale ricognizione della salma.
E via libera alle congetture più fuorvianti e indegne, fra cui l'inverosimile accusa a Salieri di avere avvelenato un rivale pericoloso. In questa congiura del silenzio sono coinvolti personaggi eccellenti, come lo stesso ímperatore Leopoldo II. Si vuole così salvare, anche agli occhi dei posteri, l'onorabilità del massimo compositore austriaco.
Tutto ciò appare incredibile, materia per un romanzo d'appendice, ma proprio per questo avvalorerebbe la preoccupaziione di mascherare una verità un po' vergognosa e scomoda da inserire nella biografia di un artista illustre come Mozart. E' in ogni caso il teorema che Giorgio Taboga tenta di dimostrare con un cumulo di informazioni, riferimenti, confronti, dati attinti ad una bibliografia specifica sterminata, anche recentissima.
Il suo tono è forse eccessivo, le stroncature a danno degli "espertí" un po' impietose e inoltre molte sue affermazioni e conclusioni vanno al di là dee riscontrí storeci, da lui tuttavia ricercati con accanimento.
Il sasso è lanciato.

presentazione di Luigi Della Croce al libro "L'assassinio di Mozart" di Giorgio Taboga

4 commenti:

Anonimo ha detto...

questo commento riguarda il post su andrea luchesi che non riesco a visualizzare... vorrei chiederti come hai fatto ad analizzare l'intera opera luchesiana dato che questo privilegio è stato concesso a ben pochi personaggi del "clan" luchesiano,non per un fatto d'elite, semplicemente perchè nulla è in commercio e tutto si trova ancora manoscritto in varie biblioteche del mondo.Solo un grande musicista ha trascritto quantità industriali di musiche di Luchesi e questa persona, a cui sono molto legato, non mi ha mai riferito di aver mostrato e/o fatto analizzare la musica di luchesi ad altre persone al di fuori della cerchia, appunto, del "clan" luchesi... o forse sei un'altra persona che in realtà conosco e che sei si finge "von trotta"? questo non lo sapremo mai... o forse si... comunque se sei chi penso sei abbastanza riconoscibile, soprattutto quando lasci commenti in forum di discussione con altri nomignoli, o fingendoti amico di un certo maestro....

Heinrich von Trotta ha detto...

Le parole del post appartengono a Luigi Della Croce quale presentazione del libro "L'assassinio di Mozart" di Giorgio Taboga.
Io, personalmente, non ho analizzato l'intera opera di Luchesi (come potrei!) ma ne ho ascoltata parecchia! Io, non mi fingo amico di un certo maestro... probabilmente lo sono!
Ciao

JCWTM ha detto...

La sublimità delle Sue note non è compresa.L'intrinseco senso metaforico del Suo essere è e resterà sconosciuto a tutti.Pagliaccio di corte ingannato da falsi testimoni.Anima derisa e fraintesa, schernita,sfruttata ed incompresa.Mortali ingoiatori di fama, macchinatori di storpie sentenze,giocatori concorrenti di un gioco altrui.Immortali e divine note celate dietro a ciò che orecchio mortale intende riprodurre.Essere immotale ha fatto del Suo corpo uno strumento di gioco e del Suo animo pubblica rappresentazione di ciò che da un solo Dio viene compresa.Anima ribelle, il Suo essere non ha mai dimenticato le melodie del cielo e le ha regalate a noi.Indegni e stolti.Ed è come cercare ciò che non è lì... ma qui.

Anonimo ha detto...

leggo nel commento di anonimo: qualcuno (suppongo vivente) ha trascritto "quantità industriali" di opere di Luchesi.
???
mi suona nuovo.
sapevo che sicuramente ascritta a Luchesi è rimasta poca roba, anche se di qualità (donde le ipotesi di Taboga: dov'è finito tutto il resto? in fondo è il suo argomento più forte, e forse il solo davvero forte)
Ergo: cosa devo pensare di questa notizia?
grazie della eventuale risposta all'anonimo, a Von Trotta ed a chiunque altro.