Omeopatia musicale: pillole per attenuare il male dell'insensibilità culturale dilagante.
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martedì, dicembre 24, 2013

Sinopoli: "Macché maledizione di Aida, il maestro stava bene"

Giuseppe Sinopoli (1946-2001)
Il soprano Daniela Dessì: "E' caduto davanti ai miei occhi, ma pensavo che si sarebbe ripreso subito. Il musicista Fabio Vacchi: "Come compositore si mise all' avanguardia." Il preside Paolo Matthiae e l'assiriologo Giovanni Pettinato, amico-consigliere del direttore "Stava per laurearsi anche in archeologia e pochi sanno che era un mecenate."
Sinopoli è morto sul colpo, un presagio nelle sue frasi Il dolore della famiglia e il cordoglio di Ciampi, domani l' addio a Roma. Ma stasera a Berlino «Aida» va in scena.

Il destino ha giocato beffardo e proteiforme con la vita di Giuseppe Sinopoli. Ancora venerdì mattina, il maestro veneziano era deciso a cancellare la rappresentazione dell'"Aida" alla Deutsche Oper, se, dopo il tenore Gegam Grigorian, anche Daniela Dessì, il soprano impegnato nel ruolo della protagonista, avesse dato forfait, a causa della sua infezione intestinale. Invece, la cantante italiana ha coraggiosamente scelto di affrontare la parte. E in quell'attimo, l'unica, subdola opzione fatta balenare dal fato a Sinopoli, si è chiusa inesorabilmente. "Aida" doveva essere. "Aida" è stata. L'allestimento berlinese doveva suggellare un'amicizia ritrovata. Ma, prima si è sublimato in requiem per l'amico Goetz Friedrich, nel frattempo morto, poi si è trasfigurato in tragedia vera e umanissima. Ne aveva presentito il finale, il maestro? Si corre un brivido a leggere la lettera, scritta da Sinopoli e allegata al programma dell'opera, di cui cita il tragico finale: "Oh terra addio, addio oh valle di pianti, sogno di gaudio che in dolor svanì". "Aida" dal doppio volto, per Giuseppe Sinopoli, gaudio e dolor appunto, inizio e fine di una vicenda intellettuale e artistica straordinaria, come ricorda con dolce malinconia Daniele, uno dei quattro fratelli di Giuseppe Sinopoli: "Ha cominciato dirigendo l'"Aida" alla Fenice di Venezia e ha concluso con la stessa opera qui a Berlino".
LA FAMIGLIA - Riserbo e mestizia velano di grande dignità l'immenso dolore dei parenti del maestro. Sono arrivati a Berlino alla spicciolata e si ritrovano tutti all' Herz-Zentrum della Virchow Klinik, dove il corpo di Giuseppe Sinopoli è stato composto in una piccola camera ardente. Si abbracciano forte, in silenzio, la moglie Silvia, i fratelli, le cinque sorelle. Appare distrutto e smarrito, dopo un viaggio di quasi dieci ore, il figlio maggiore Giovanni, diciotto anni, che il maestro amava portarsi dietro ai suoi concerti sin da quando sapeva appena camminare.
FUNERALI - L'ambasciatore Fagiolo consegna alla signora Sinopoli il messaggio di condoglianze del Presidente della Repubblica, il quale ha mandato anche un cuscino di fiori. Sarà probabilmente uno dei primi, oggi pomeriggio, Carlo Azeglio Ciampi, a rendere omaggio alla salma dell'artista, che verrà esposta al pubblico in Campidoglio. Il feretro arriverà in mattinata a Ciampino assieme ai parenti, a bordo di un aereo privato. I funerali si terranno domani, alle 11.30, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli.
UMANISTA - Doveva tornarci in altro modo, Sinopoli, a Roma. Domani pomeriggio avrebbe dovuto discutere all'Università La Sapienza la sua tesi di laurea in archeologia. Sarebbe stata la seconda, dopo quella in medicina e la specializzazione in psichiatria. Perché anche questo lo rendeva unico: non soltanto maestro delle note fra i più grandi al mondo, ma intellettuale di cultura vastissima e insaziabile curiosità, figura inconsueta di umanista dall'antico sapore rinascimentale.
IL SOCCORRITORE - "Siamo affranti, tristi, mi creda, piangiamo tutti", dice con la voce spezzata Karlheinz Broessling, secondo violino e portavoce dell'orchestra della Deutsche Oper. E' stato lui a soccorrere per primo il maestro, quando è rovinato al suolo poco dopo l'inizio del terzo atto. "Mi ero accorto - racconta Broessling - che qualcosa non andava alla ripresa dopo l'intervallo, il maestro appariva meno concentrato. Così, durante l'esecuzione, gli ho chiesto se voleva una sedia". E' come un mistero svelato, questo di un orchestrale che nel segreto della buca, mentre accarezza il suo violino, si preoccupa della salute del suo direttore e, sottovoce, lo interroga premuroso. Sinopoli risponde "con un mezzo sì e mezzo no". Si tocca la gola. Broessling fa appena in tempo a fargli portare un bicchiere d'acqua. Mentre Aida, in riva al Nilo, intona il celebre "fuggiam, fuggiam", il maestro si accascia sul pavimento con tonfo sordo: "Gli ho slacciato il cravattino e aperto i bottoni della camicia per farlo respirare, ma era senza coscienza e non ha mai parlato».
MORTE ISTANTANEA - E' a quel punto che comincia l'inutile corsa contro il tempo. Perché ora sappiamo, lo hanno confermato i medici della Virchow, che Giuseppe Sinopoli è morto sul colpo, stroncato dall' infarto. Forse i soccorritori, fra i quali una cardiologa che era fra il pubblico, se ne rendono subito conto. Ma non vogliono arrendersi e cercano il miracolo, provando ugualmente a rianimarlo per ben 75 minuti prima nella buca maledetta, poi in ambulanza, infine all'Herz-Zentrum: il massaggio cardiaco, la maschera a ossigeno, il defibrillatore, nulla serve a far ripartire il cuore giovane ma irreparabilmente lesionato di Sinopoli. Negli ultimi, disperati minuti, i medici considerano perfino l'ipotesi di un intervento, ma l'elettroencefalogramma piatto decide per loro. Alle 23,15 il decesso viene constatato ufficialmente.
AIDA - Giuseppe Sinopoli è morto. L'"Aida" vivrà. Questa sera, la Deutsche Oper ha deciso di rispettare l'impegno con il pubblico: la seconda rappresentazione dell'opera verdiana avrà luogo come da programma. Sarà il ticinese Marcello Viotti a dirigerla. Non ci saranno, ma era previsto, Daniela Dessì e Fabio Armiliato, l'armeno Grigorian canterà nel ruolo di Radames, come da progetto originario. Un grande ritratto di Giuseppe Sinopoli sarà esposto nel foyer, insieme al libro nel quale ogni spettatore potrà fare una dedica alla sua memoria o semplicemente apporre la sua firma. "Ricordatevi di me - ha scritto nella lettera citando Sofocle - quando sarò morto, per sempre felici".

Paolo Valentino ("Corriere della Sera", 22 aprile 2001)

1 commento:

Stefano Villa ha detto...

Sinopoli, un genio, un musicista, un direttore, un uomo di musica.
Straordinario!
Stefano