![]() |
| Caravaggio, Il suonatore di liuto |
La Svizzera pare comunque un terreno abbastanza fertile per la musica antica. Esistono diversi centri dove viene sistematicamente insegnata e praticata. I più noti sono la Schola Cantorum Basiliensis a Basilea e la Fondazione per la Musica Antica a Neuchâtel dove insegnano alcuni fra i liutisti più conosciuti: Eugen Dombois, Hopkinson Smith, Anthony Bailes, Ricardo Correa. Lì si ritrova della gente non solo dei paesi limitrofi, ma anche degli Stati Uniti, dell'Australia, del Giappone ecc. per studiare il liuto. Perché? E perché questa tardiva riaffermazione del liuto, una volta principe degli strumenti ma poi dimenticato completamente perché sostituito dal clavicembalo e dalla chitarra?
Una base è certamente costituita dalla grande diffusione della chitarra come strumento di musica classica. Chi la studia suona molti pezzi di musica antica per liuto trascritti per chitarra. Sollecitato dal clima favorevolissimo di cui gode oggi la musica antica, lo studente si chiede presto perché non suonare questa musica sullo strumento per il quale è stata composta.
E una spiegazione parziale però che poteva valere fino a cinque, dieci anni fa. Oggi molti si accostano al liuto come primo strumento. Nei conservatori di Neuchâtel e Berna per esempio è ormai considerato uno strumento autonomo, non più secondario da abbinarsi allo studio di un altro strumento.
Poi ci sono i bambini. Loro si accostano al liuto senza pregiudizi né preparazione, scoprendolo come il loro primo strumento: a Neuchâtel a partire da 12, a Basilea anche da 7 anni. Per loro i liutai ricostruiscono i piccoli liuti. Cosa li spinge a sceglierlo? Contrariamente a quello che viene a pensare a prima vista, cioè la sollecitazione dei genitori, ce n'è una bella fetta che lo sceglie perché l'ha visto suonare da un compagno di scuola o lo conosce dalla radio o dalla televisione. Molti genitori non sapevano neanche che cosa fosse un liuto quando il figlio chiedeva loro di suonarlo.
É chiaro che la riaffermazione del liuto è legata al crescente interesse per la musica antica. Quest'interesse lo si può spiegare con la saturazione di fronte alla musica classica e romantica svenduta nel supermercato Karajan, e con la difficoltà di accedere alla musica contemporanea. In questo caso però si tratterebbe di una fuga indietro in cerca di un mondo musicale meno problematico e in quanto tale sarebbe soltanto un fenomeno reazionario.
La musica contemporanea ha invece contribuito alla riscoperta di quella antica introducendo nuovi strumenti (fra quelli «nuovi» ci sono anche quelli antichi: vedi Kagel e Derungs) e nuovi timbri, ampliando di conseguenza il registro verso nuove esperienze sonore. Stimolato dai nuovi suoni, l'uditore li cerca anche nel passato.
Il liuto in particolare non consente di essere semplicemente considerato un mezzo di riproduzione per una data partitura. Lo si può suonare solo effettuando delle ricerche sulla notazione, l'ornamentazione, la prassi di esecuzione, e anche sulla costruzione dello strumento. I liuti antichi ci sono pervenuti quasi tutti modificati, con altri manici, caviglieri aggiunti, catene manomesse ecc. Il liuto non essendo poi mai stato standardizzato come per esempio il violino, la costruzione di tipi diversi e le musiche relative eseguibili sono strettamente connessi. Si tratta dunque di scoprire in collaborazione con altri un universo con spirito critico, non di fuggire sentimentalmente ammirando incondizionatamente tutto ciò che è antico perché è del passato.
Da qui un altro modo di vivere la musica, un altro rapporto con il proprio strumento. Questo vale naturalmente soprattutto per i professionisti, ma lo sente anche il pubblico che trova un rapporto con la musica alternativo a quello dei grandi concerti, certamente non divistico, un tipo di comunicazione più intimo e amichevole con gli esecutori, gli strumenti, gli spazi, gli altri ascoltatori.
Ci sono poi delle occasioni come le «giornate della Musica Rinascimentale e Barocca» a Neuchâtel dove ci si ritrova per ascoltare e discutere, per scambiarsi le idee ed informarsi sulle ricerche più recenti nel campo della musica antica, a tutti i livelli, dal consiglio pratico sulla tensione delle corde al seminario specifico sull'intavolatura del liuto. Questo modo di intendere la musica attira ovviamente molti giovani che possono essere passati ancora per un'altra via, quella del Folk-Revival, dove l'uso di strumenti antichi semplici è frequente e dove un primo approccio con ritmi e melodie medioevali o rinascimentali è facile.
Rimane da vedere il fenomeno del liuto in Svizzera. Perché riprende proprio in quel paese? Non è che sia un caso singolo perché l'interesse per la musica antica è riapparso un po' ovunque, ma è ovvio che con dei centri come la Schola Cantorum Basiliensis e la Fondazione per la Musica Antica si formano dei poli d'attrazione notevoli, visto che non si tratta solo di corsi per suonare, ma di veri e propri centri culturali. C'è poi il fatto che in Svizzera, soprattutto nella regione tedesca, è sempre stato diffuso lo studio di uno strumento accanto alla scuola e si pratica spesso la «Hausmusik», la musica in casa.
Ci sono anche dei motivi esteriori quasi banali. Pare una battuta ma non è un caso isolato quello di una signorina che confessava di orientarsi piuttosto verso il liuto o la viola da gamba perché nel suo appartamento in un nuovo palazzo dalle pareti sottili si sentiva troppo bene il pianoforte che disturba i vicini. E in Svizzera, si sa, è buona norma non fare più il bagno dopo le nove di sera perché lo scorrere dell'acqua fa troppo rumore.
Ma poi è relativo anche questo. Perché a Neuchâtel, durante le «Giornate della Musica Rinascimentale e Barocca» arrivano dei giovani con lo zaino contenente il mangiare per sette giorni e il liuto sottobraccio, chiedendo i soldi per dormire all'ostello della gioventù. E glieli danno.
Robert Schär
("Musica Viva", Anno III, n. 4, Aprile 1979)

Nessun commento:
Posta un commento